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mercoledì 26 dicembre 2012

Fiorello, Tg5 e Tg2 per non #arrendersimai.. anche a Natale!

Fa piacere sapere che in periodi come questo, in cui ci chiudiamo nelle nostre case con amici e parenti cercando di vivere il più serenamente possibile le festività, resta ancora un pensiero per Chico Forti che sta passando il suo tredicesimo Natale in carcere da solo, senza l'affetto delle persone che ama di più al mondo e con la consapevolezza di non aver mai commesso l'atto di cui è stato accusato e per cui è stato così sbrigativamente condannato.
Forse è proprio questo, forse è proprio quella punta di rabbia per un'ingiustizia così a lungo perpetrata verso un nostro connazionale che fa sì che non ci si possa esimere dal ricordare la sua triste e dolorosa vicenda; e allora Fiorello riapre per un giorno la sua Edicola Fiore per ribadire che anche lui crede nell'innocenza di Chico Forti.


E poi il Direttore del Tg5 Clemente Mimun che dedica ben due servizi nei Tg di oggi delle ore 13.30 e delle ore 20,  all'audio messaggio di Chico registrato per augurare buon Natale a tutti coloro che credono in lui;


..e il Direttore del Tg2 Marcello Masi, anche lui con un servizio su Chico nel suo telegiornale delle 13.30: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7c355d8-3c34-4cf8-ad48-62fa4da2ca4f-tg2.html#p=0

E' a queste persone che vogliamo manifestare la nostra più sentita gratitudine, perché è grazie a loro, è grazie al loro sostegno e alla loro professionalità e sensibilità che in molti, in quest'ultimo anno sono venuti a conoscenza della storia di Chico e hanno potuto riflettere sulle sue vicissitudini convincendosi sempre di più che quest'uomo stia scontando da troppi anni, una condanna per un reato che non ha mai commesso.

martedì 25 dicembre 2012

Chico Forti auguri di Natale 2012



Chico Forti augura a tutti Voi un Natale speciale. Leggete la sua bellissima lettera mentre ascoltate la sua voce in diretta nel video allegato.. 

Durante il periodo Natalizio sono solito ricevere lettere che scaldano il più freddo dei cuori, che intagliano la pelle più dura. Mi ha scritto qualche giorno fa una ragazza vent'enne fiorentina di nome Ambra, una di quelle lettere che ti fanno sentire privilegiato per riceverle, che ti fanno sentire fiero della tua nazionalità. Nel leggere le parole di Ambra, ho percepito a livello epidermico il suo entusiasmo, la sua grande voglia di aiutarmi. Mi è venuto spontaneo pensare a Savanna Sky, la mia figlia maggiore che il 30 di questo mese compie 18 anni. Le sto scrivendo nel mese di Dicembre nel caso di malfunzionamento di questo servizio postale "Tartaruga Express". Dei miei 3 figli Savannah è quella che ha sofferto di più, aveva quasi 5 anni quando mi hanno arrestato, è colei che non può dimenticare i baci della buona notte e le sue sveglie sussurrate con il sorriso sulle labbra ogni mattina ... un lieto vivere quotidiano strappatoci con la velocità e la violenza di una tromba d'aria. I miei figli, fortunatamente sono cresciuti ottenendo ottimi risultati sia a livello scolastico che a livello sportivo, dotati di una morale che renderebbe fiero anche il più burbero dei padri. I miei 3 figli cammirano a testa alta e non si vergognano del proprio padre. Purtroppo c'è ben poco che possono fare attivamente, soprattutto in questo Stato così ermetico, che vede ogni influenza esterna come un attacco di peste bubbonica. Crescendo sani nella vita, nel corpo e nella morale, hanno iniettato in me la forza necessaria per continuare a sopravvivere. E’ anche vero che senza la gigantesca dimostrazione d’amicizia esternata da centinaia di migliaia di persone in Italia, il mio cammino sarebbe stato molto più difficile, molto più doloroso. Vengo aggiornato nei limiti di ciò che mi è permesso su quanto viene fatto per me. Ho saputo della vostra ultima iniziativa concreta, la raccolta fondi per le spese legali che state effettuando su tutto il territorio nazionale. E' difficile trattenere le lacrime, immancabile il nodo alla gola che accompagnano quel senso di orgoglio per essere italiano. Non auguro questa esperienza al mio peggior nemico, eppure ci sono aspetti in questa incarcerazione che raggiungono l’intensità delle antiche tragedie raccontate da Omero e Virgilio. Per un uomo libero è difficile, se non impossibile, vivere queste emozioni. Alle elementari ero rimasto incredulo alla rivelazione che Salgari non aveva mai visitato la Malaysia, un paese descritto nei suoi libri nei minimi dettagli. Nel periodo liceale, poi, mi sono domandato più volte come Leopardi riuscisse a descrivere passione ed amore con tanta veemenza, che certo non era fisicamente baciato dalla fortuna. Ero inoltre perplesso verso la notorietà di Marco Polo, un astuto che utilizzando i racconti di altri ha descritto in modo accattivante un mondo sconosciuto e civiltà simmetricamente opposte alle nostre: in realtà si chiamava Marco Pilich, nato a Korcula in Dalmazia e non era italiano. Le loro storie comunque hanno fermentato la fantasia di innumerevoli proseliti e sembrerebbe quasi d'obbligo e dimostrativa la frase "il fine giustifica i mezzi". Io non sono mai stato un grande ammiratore di Machiavelli: calpestare il prossimo per trarne un vantaggio personale non è né il mio stile né la mia filosofia: preferisco Confucio e Gandhi con la pace come centro dell'Universo. Forse è naif ed utopico, è comunque un sogno che è bello avere, un traguardo spesso irragiungibile, che vale la pena preporsi. Qualche cosa dentro di me in questi quattordici anni, privo di libertà è cambiato - il tempo incarcerato intacca l'integrità . Non ho più i sonni tranquilli, come un tic nervoso, ci sono pensieri, che, per quanto seriamente tentiamo, non riusciamo a controllare . Così è la natura umana, ci dimentichiamo le cose che dovremmo ricordare e ci ricordiamo delle cose che vorremo dimenticare. Per fortuna io ho voi come distrazione. I momenti di riflessione solitari sono delle battaglie interne difficili da sostenere, a volte, un po' codardo, ripiego rifugiandomi nel diniego, evitando di pensare, di ricordare - eppure allo stesso tempo sono le memorie felici dei miei primi 40 anni che mi hanno aiutato a rimanere sano di mente. Rinchiuso in questa cella ho conosciuto il profondo significato della parola pazienza, ho imparato a regolare l'autocontrollo del mio temperamento, ho imparato a valutare anche l'amicizia più superficiale. Negli anni 80 e 90 mi sentivo invincibile: riuscivo in qualunque fosse il soggetto in cui mi cimentassi, i miei sogni si trasformavano in breve tempo in realtà. Ho avuto la fortuna di apprendere tante lingue, ho fatto amicizia con persone da i più considerate ostili e inavvicinabili, ho vissuto e sono stato accettato alle Hawaii, Australia, Indonesia, Filippine e Papua Nuova Guinea: paesi xenofobici per eccellenza. Un'arma, fosse un coltello, una pistola, era un concetto relegato alla esclusive cinematografiche. Ho cercato di vivere la mia vita basandomi su valori sani . Quattordici anni fa sono venuto a conoscenza di un nuovo mondo sino ad allora a me sconosciuto ed ho provato la violenza ingiustificata, vigliaccherie, inganno, abuso e minestre liofilizzate. Non è facile adattarsi ed accettare ciò che non approviamo, anche quando non esiste alternativa. Ho imparato che ci sono battaglie nelle quali non posso lottare e tanto meno vincere. Ancora non riesco a restare passivo di fronte ad un abuso, però adesso la mia reazione è più ponderata, meno spontanea. L'eroe qui dentro ha vita breve. Cerco, quando possibile, di prevenire una collisione e se impossibile, di limitarne i danni: sono amico di tutti e di nessuno. Durante il giorno sono socievole, alla sera mi rinchiudo nel mio bozzolo ermetico in uno stato di trance meditativo dove ripercorro gli anni vissuti felicemente, senza l'inquinamento dei cattivi pensieri. So che oltre alle moltissime persone che credono nella mia innocenza, ce ne sono alcune, fortunatamente poche, che tendono verso la versione di colpevolezza ed è a loro e anche a chi mi ritiene colpevole, che voglio augurare un felice anno nuovo. In uno Stato democratico come l'Italia è giusto che ognuno abbia diritto alla propria opinione, solo chiedo che l’opinione non sia influenzata da motivi reconditi e cattiveria, non per me, ma per i miei familiari e per coloro che mi sono vicini. Attaccare chi mi difende è una vigliaccheria. Abbiate il coraggio di attaccare me senza coinvolgere altre persone. Non ricordo e spero di non avere involontariamente commesso un gesto di cattiveria gratuita. Ho sempre avuto la voglia di equiparare i migliori: dentro di me rifiutavo il concetto della parola impossibile. I valori morali, che ho avuto la fortuna di ereditare dai miei genitori, li ho poi appresi con l'esempio. Allo stesso modo ho ricevuto punizioni adeguate per i miei sbagli giovanili. Mai dimenticherò lo schiaffone di mio padre per essermi permesso di criticare ad alta voce una coppia seduta al ristorante ad un tavolo limitrofo per aver diviso un piatto di minestra . Non ci fu bisogno di parole: l’immediata vergogna provata non fu per l'imbarazzo dello schiaffo pubblico, ma per l’idiozia della mia frase. Grazie papà per ciò che mi hai insegnato. So che mi stai osservando dalla tua nuvoletta a forma di albero di Natale. Il solo pensarti mi fa venire le lacrime agli occhi, però, so che sei fiero di me e coloro che hanno la fortuna di vedere dall'alto, sanno che non hai motivo di vergognarti di tuo figlio. Anche per te va il mio augurio e te lo mando usando il maestrale, il mio vento forte favorito . Alla mamma, a Stefano, Gianni e Wilma e i miei figli questo messaggio: " rimaniamo una famiglia invidiabile". A tutti gli amici vecchi e nuovi un enorme abbraccio virtuale. La sola cosa che posso regalarvi sono solo queste righe scritte di getto. Dico di getto, perchè spesso se non le imbuco immediatamente le lettere dedicatevi sono tentato di accartocciarle: è immediata l’autocritica, la voce: “questa è la tua vita Chico, quale è il motivo di renderla pubblica? stai peccando di presunzione!” Alla fine però l'amore che provo per Voi prevale: con un amico ti puoi confidare, senza censura, senza lasciare la crema tralasciando il resto. E' per questo che, anche se qualche volta con le lacrime agli occhi , continuo a scrivervi pubblicamente, perché questo è il minimo che posso fare per contraccambiare le vostre continue incredibili dimostrazioni di solidarietà e d’amicizia. Questa mia lettera di Natale è un po' più triste delle precedenti e me ne scuso, però, rifacendomi al Leopardi, proprio per questo è più vera. Gli anni passano ed anche se il futuro è incerto, io non mollo, non lo farò mai. Non possiedo nè la fama nè la voce di illustri predecessori, che hanno usato la lotta pacifica e la resistenza passiva prima di me. Come loro però, credo in un mondo migliore, se non per me per i nostri figli e per le generazioni a venire. Con una palla di neve immaginaria 
Vi invio un augurio di Natale e un felice Anno Nuovo - di cuore. 
 Chico Forti

lunedì 19 novembre 2012

Audio messaggio di Chico dal carcere e video proiettato durante la conferenza

Chico manda un accorato messaggio dal carcere dove è rinchiuso da 13 anni, nel quale ringrazia i giornalisti e tutti i sostenitori, che hanno preso a cuore la sua sorte.
 "Sono orgoglioso di essere italiano."
E gli italiani, uniti, dimostreranno la loro generosità ed il loro cuore aiutando questo Italiano ad uscire da quel carcere, che chi ha avuto modo di visitare ha definito "se mai c'è un inferno, quello è tra i migliori candidati". 








Questo è l'audio messaggio, ascoltatelo con attenzione:

Di seguito anche il video su Chico Forti che è stato proiettato durante la conferenza stampa del 17 novembre 2012 :